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Introduzione al seminario: “cooperazione solidale e movimenti sociali”

Simone Lanza

NOME

E’ da poco che abbiamo deciso di darci un nome e il nome fissa una identità. L’associazione Clinamen è stata fino a poco prima di questo incontro qualcosa di indeterminato per voi tutti qui ora presenti che non sapevate cosa fosse, alcuni nemmeno sapevano di Agape, della Chiesa valdese, né di quindi di Clinamen. Forse avevamo solo degli amici in comune e per la creazione di nuovi incontri questo è fondamentale.
Cosa è il clinamen? Cosa significa? Ecco la migliore definizione di questo concetto filosofico europeo. Abbiamo evitato nomi che non appartenessero alla tradizione europea. La migliore definizione del clinamen ci sembra la seguente:
“Infine viene il clinamen: una deviazione infinitesimale che ha luogo non si sa dove, né quando, né come. L’importante è che il clinamen provochi la deviazione di un atomo nel corso della sua caduta nel vuoto e provochi così un incontro con l’atomo vicino… e di incontro in incontro – ogni volta dove questi sono duraturi e non fuggitivi – nasce un mondo.”
E questo misterioso clinamen è anche la cifra della possibilità di deviare, quindi di cambiare il corso della storia: quindi di un altro mondo possibile.
Anche l’incontro di oggi tra di noi è casuale. Non ci conosciamo bene, o non ci conosciamo proprio. Ci auguriamo che sia un incontro duraturo. Un incontro facilitato da François Houtart che ci ha messo in contatto alcuni di noi; così come da Agape che ha messo in contatto alcuni di noi e ora vi ha invitati all’incontro del campo politico internazionale, permettendo di fatto anche questo incontro. Un incontro infine facilitato da Grazia e James che sono qui ad aiutarci di tradurre e che quindi ringraziamo molto.

LA DIGNITA' RIBELLE EUROPEA

Siamo contenti che sia figlia della tradizione europea di cui siamo orgogliosi; ma non l’Europa che è famosa nella storia per le sue scoperte che non sono che conquiste, ma quell’altra parte dell’Europa che ha sempre lottato dalla parte degli oppressi. L’Europa della sua tradizione di lotta, di resistenza: queste valli non sono che uno dei simboli. Dalle ribellioni eretiche alla resistenza partigiana, l’Europa ha una grande tradizione di movimenti: operaio, contadino, studentesco, femminista, ecologista. Non la Comunità Europea che di comunitario non ha nulla, ma le comunità reali in lotta. Questo lo diciamo consapevoli che l’Europa non è il centro del mondo, ma anche consapevoli che non si possono adorare con uno stile troppo spesso New Age i movimenti rivoluzionari del resto del mondo senza riconoscersi in questa storia della dignità ribelle europea. Abbiamo visto troppe persone innamorarsi dell’America Latina dimenticando l’Europa. Ma poi c'è un altro motivo più sostanziale.
Quando diciamo che vogliamo promuovere la cooperazione internazionale, diciamo anche che vogliamo promuovere azioni e progetti qui in Italia, in Europa. Non vogliamo aiutare gli altri ma cooperare in modo solidale operando con dei progetti in Italia dove la cultura e le teorie provenienti da altri paesi in lotta possa aiutarci.

OBIETTIVI DI QUESTO SEMINARIO

L’obiettivo di questo seminario è il confronto tra diverse associazioni sulle possibilità di stabilire relazioni di cooperazioni legate ai movimenti sociali. Vi abbiamo chiesto prima di venire di rispondere con la visione della vostra associazione a 5 domande che sono quelle che pensiamo possano percorrere le domande di oggi, mattina e pomeriggio.
Vogliamo interrogarci su:


PROSPETTIVE DI CLINAMEN

Come sapete siamo in una fase costituente. Lo abbiamo detto ma è meglio ripeterlo. Il processo costituente dura tutto il 2006.
Da gennaio ad agosto 2006: aiuto e presentazione di progetti da parte di Simone/ Powaqatsi Project; contatti con partenr italiani; supervisione di Mag per sostenibilità economica; contatti con possibili soci e contatti informali con Chiesa Valdese; fondazione associazione Clinamen da parte di Simone e Davide a maggio 2006 e stesura dei principi; organizzazione seminario e contatto con Agape e intermediazione per inviti ad Agape.
Luglio e agosto 2006: campo politico internazionale, fase di conoscenza e intercambio, orientamento per associazione.
Settembre – dicembre 2006: organizzazione proposta per prima assemblea soci; investimento economico e primo possibile finanziamento; primo incontro ufficiale con Chiesa Valdese; esecuzione del mandato dell’assemblea; statuto e adempimenti burocratici vari.
Le prospettive è di lavorare su due grandi progetti: uno di cooperazione e uno di formazione in Italia. Sul primo aspetto abbiamo delle idee: organizzare seminari, convegni, corsi di formazione sui temi dell'educazione allo sviluppo, del non-profit, del commercio equo, etc... si tratterà di mettere insieme: le persone da formare, i formatori e le risorse economiche.
Per quanto riguarda invece la cooperazione internazionale non sappiamo. Sappiamo che solo ascoltando dalle persone che sono impegnate nelle organizzazioni del Sud come le vostre, quello di cui avete bisogno, potremo capire cosa possiamo fare: quale modello di partnership? la discussione di oggi speriamo che serva a noi così come a voi.

PERCHE’ LA FORMAZIONE

Prima di parlare di strumenti tecnici e proposte concrete di partenrship, crediamo importante fermarci a riflettere su quali possibili forme concrete di solidarietà Sud-Nord, scambio e cooperazione siano oggi possibili per dare speranza all'alternativa neoliberista con progetti di formazione. Crediamo che questo confronto possa servire a tutti, al di là delle possibili conseguenze pratiche (cooperazione sud-sud; cooperazione sud-nord, etc... progetti tra ns associazione vs). Ma per fare questo dobbiamo fare chiarezza sui nostri principi. E’ da qui che troviamo la forza per andare avanti. E allora dal momento che tutti lavoriamo e crediamo nella formazione, ci auguriamo che questa sia una buona occasione per confrotnarci sul perché crediamo nella formazione. Per questo abbiamo la mattina.
Ci sono due visione che danno valore positivo alla formazione e all’empowerment. Una visione progressista e una radicale.


Ci auguriamo che nella discussione di questa mattina riusciamo a mettere fuoco come e perché la formazione è un elemento fondamentale nei progetti di cambiamento sociale legati alle istanze dei movimenti sociali.

I RISCHI DELLA COOPERAZIONE

Crediamo che ci siano due tipi di rischi molto grandi nella cooperazione internazionale, facendo riferimento solo a quella cooperazione basata su buoni principi non a agli aiuti umanitari usati per imprese di guerra, come ormai è molto diffuso.
Oggi la cooperazione internazionale funziona soprattutto dentro la visione modernista dello sviluppo (Baheta e Houtart). La cooperazione è essenzialmente intervento paternalista dentro quello che è il mito dello sviluppo. Non mi addentro nella critica al mito dello sviluppo, perché oggi è chiaro che l’idea che i “paesi sottosviluppati” raggiungeranno i livelli di sviluppo dei paesi sviluppati è pura ideologia capitalistica funzionale solo al mantenimento della distinzione tra paesi sfruttatori e paesi sfruttati.
Il 90% delle risorse è utilizzato da meno del 20% della popolazione. I farmaci sono il segno di questo mondo capovolto dove al Nord si inventano malattie per vendere farmaci e esistono dipartimenti delle multinazionali pagati per trovare nuove malattie mentre nei Sud del mondo si muore per malattie curabili, solo perché i farmaci sono scambiati in una logica di mercato e non di bisogno.
La consapevolezza di questa visione internazionale che non crede piu’ al mito modernista dello sviluppo è maturata nel corso delle lotte per i 500 anni di resistenza; si è diffusa molto con la rete zapatista e altre reti soprattutto contadine e del Sud; ed è maturata con il movimento del popolo di Seattle. Oggi il quadro politico è aggravato dalla guerra preventiva condotta dagli Usa e dall’aumento delle spese per armamenti dopo la metà degli anni 90.
In questo mondo capovolto, molti hanno sottolineato come ormai la macchina della cooperazione è funzionale solo alla sua riproduzione dell’apparato stesso; basti pensare che generalmente il 60-90% dei fondi dei progetti è per l'organizzazione stessa. Inoltre mentre molte ONG sono nate in Italia sotto la spinta dei movimenti di liberazione coloniale, al giorno d’oggi le ONG impegnate nei contatti internazionali con i Social Forum sono pochissime, per es. Porto Alegre 2002, c’era una sola ONG italiana.
Operare nella cooperazione internazionale nella direzione della solidarietà con le lotte e con i movimenti di resistenza al neoliberismo è impresa ardua, Mani Tese può dire qualcosa sul contesto della cooperazione.
I due rischi maggiori che vediamo sono legati alla negatività intrinseca che l’aiuto reca con sé. Basti pensare alle analisi sul dono che partono mettendo in luce che la parola dare nelle lingue anglosassoni ha la stessa radice semantica di veleno. Ci possono essere due logiche della cooperazione: una professionale, l’altra volontaristica.


Abbiamo conosciuto di persona entrambi i rischi. Ottime ONG che costruiscono strade per la villa del presidente del Nicaragua credendo di fare del bene alla popolazione locale; ass. che credono di finanziare il FSLN mentre invece poi il cassiere fugge con i soldi.
Quali sono le coordinate con cui evitare questi due rischi? A voi chiediamo se questa analisi è corretta e quali possono essere le soluzioni. Ecco brevemente cosa pensiamo me di ciò parleremo questo pomeriggio.


In sintesi: non perdere la carica politica e spirituale dell’associazione di volontariato; non privarsi di mezzi tecnici propri delel ONG. MT è un raro ma buono esempio.

PARTENARIATO

Non vi nascondiamo che in un qualche modo vi stiamo chiedendo aiuto. E vi chiediamo aiuto perchè vogliamo discutere con voi di quali forme di cooperazione in generale sia opportuno promuovere; perchè pensiamo che questa discussione generale e teorica possa aiutarci a trovare delle modalità pratiche concrete di cooperazione tra le vostre organizzazioni e la nostra che sta nascendo. Pensiamo che le vostre considerazioni possano essere un grande aiuto concreto per quello che stiamo costruendo. Su questo discuteremo questo pomeriggio. Sappiate che quando diciamo che nuestro Norde es el Sur intendiamo realmente che voi ci diciate quali delle idee che vi proponiamo sono fattibili e quali no; che ci diate voi altre idee. Che ci diate voi le priorità di lavoro.
Ecco qualche idea per un partenariato paritario, di cui discuteremo questo pomeriggio. Solo qualche accenno:


Infine vogliamo pensare con voi anche la possibilità che siate presenti nei nostri momenti decisionali del direttivo magari con qualche rappresentate a rotazione.
Speriamo si sia capito chi siamo; dove siamo, le nostre domande. Ci auguriamo che questo incontro serva a tutti e non solo alla nascita di Clinamen in modo tale che la discussione su quali principi e quali pratiche debba muoversi una cooperazione sui progetti formativi sia di arricchimento per tutti e possa creare nuove relazioni. Buona giornata.

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